Dizionario delle aste

    Imposta di registro

    L’imposta di registro è la principale tassa sull’acquisto all’asta quando il venditore non è un’impresa soggetta a IVA: il 2% per la prima casa, il 9% negli altri casi, con un minimo di 1.000 euro. Per le abitazioni comprate da privati si calcola sulla rendita catastale rivalutata (prezzo-valore), non sul prezzo di aggiudicazione.

    Come si calcola quando compri all'asta

    Le regole sono le stesse di una compravendita normale. Se compri come prima casa e hai i requisiti, l'aliquota è il 2%; negli altri casi il 9%, sempre con un minimo di 1.000 €. In entrambi i casi si aggiungono le imposte ipotecaria e catastale. Se invece il venditore è un'impresa (può capitare in alcune vendite di immobili di società), al posto del registro può esserci l'IVA: è un caso particolare, verificalo nell'avviso o con il delegato.

    La vera notizia è la base di calcolo. Per le abitazioni comprate da persone fisiche vale il prezzo-valore: l'imposta non si calcola sul prezzo di aggiudicazione ma sulla rendita catastale rivalutata, che spesso è più bassa. La regola vale anche nelle aste, ed è un vantaggio doppio: paghi la casa meno del mercato e l'imposta su una base ancora più bassa. L'imposta si versa al momento della registrazione del decreto di trasferimento: in pratica il delegato ti chiede le somme insieme al saldo o subito dopo.

    Un esempio concreto

    Ti aggiudichi come prima casa un appartamento a 90.000 €. Senza prezzo-valore, il 2% sul prezzo farebbe 1.800 €. Chiedendo il prezzo-valore, il 2% si calcola sulla rendita catastale rivalutata: se quel valore fosse, poniamo, 55.000 €, l'imposta scenderebbe a 1.100 €. Se il calcolo desse un importo sotto i 1.000 €, pagheresti comunque il minimo di 1.000 €. Stessa casa comprata come seconda casa: aliquota al 9% sulla stessa base, quindi importi molto più alti. Il regime fiscale va messo nel budget prima di offrire, non dopo.

    Errori da evitare

    • Dimenticare le imposte nel conto totale: al prezzo di aggiudicazione vanno sempre aggiunte.
    • Non chiedere l'applicazione del prezzo-valore: non è automatica, va richiesta. Segnalalo al delegato prima della registrazione del decreto.
    • Dare per scontate le agevolazioni prima casa: valgono anche in asta, ma i requisiti (residenza, non avere altre case agevolate) sono gli stessi di sempre.
    • Confondere registro e IVA: se vende un'impresa il regime può cambiare, e con l'IVA il prezzo-valore non si applica.

    Il consiglio di Astika

    Se compri un’abitazione come persona fisica, chiedi nell’offerta l’applicazione del prezzo-valore: quasi sempre conviene rispetto al calcolo sul prezzo di aggiudicazione.

    Domande frequenti

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