Aste giudiziarie e immobiliari a Torino e provincia
Ci sono 530 immobili all'asta nella provincia di Torino. Foto, perizia, prezzo di partenza e l'analisi Astika, tutto in un posto.
Immobili all'asta ora
530
Prezzi a partire da
€ 2848
Prezzo medio in evidenza
€ 5775
Nella provincia di Torino metà delle case all'asta parte da un prezzo almeno del 57% più basso della nostra stima del valore di mercato — è il dato mediano su 217 case in piena proprietà per l'intero, aggiornato al 27 agosto 2026. La stima del valore di mercato è la nostra, calcolata dall'analisi Astika: non è un prezzo di vendita garantito. E uno sconto, comunque, non è di per sé un affare — quanto valga davvero dipende dallo stato dell'immobile, da chi ci abita e dai lavori che servono, ed è esattamente quello che l'analisi ti dice lotto per lotto.
I comuni della provincia con più immobili all'asta
Torino è la città metropolitana con il maggior numero di comuni d'Italia, e chi guarda alle aste giudiziarie a Torino se ne accorge subito: sotto lo stesso nome finiscono territori che hanno poco in comune. C'è il capoluogo, con la sua griglia ottocentesca e i quartieri cresciuti attorno alle fabbriche; c'è la prima cintura — Moncalieri, Collegno, Rivoli, Grugliasco, Settimo, Orbassano — ormai un continuum urbano con la città; c'è la collina sopra il Po; e poi il Canavese attorno a Ivrea, il Pinerolese, le valli di Lanzo e la Val di Susa delle località olimpiche. Sopra tutto questo pesa un'economia in transizione, dall'automotive di Mirafiori all'aerospazio e alla ricerca, che negli anni ha portato nelle procedure esecutive non solo appartamenti ma anche capannoni, laboratori e negozi. Il risultato è un catalogo ampio e disomogeneo, da leggere zona per zona.
Il mercato, intanto, si è rimesso in moto: secondo FIAIP, nel 2025 in città sono state compravendute oltre 16.000 abitazioni (+6,8% sull'anno prima) con prezzi in crescita del 2%, e nel resto della provincia gli scambi sono saliti dell'11%. La media cittadina si aggira sui 2.100-2.200 euro al metro quadro, ma la forbice interna è enorme: fra piazza San Carlo e il Quadrilatero si superano i 4.000 €/mq, la Gran Madre e la collina stanno sopra i 3.000, la Crocetta viaggia fra 2.600 e 3.000, San Salvario e Vanchiglia fra 2.500 e 2.700, mentre Santa Rita e Mirafiori Nord restano sotto i 1.900 e Aurora-Barriera di Milano poco sopra i 1.200 €/mq. Fuori città si scende ancora — la provincia si muove attorno ai 1.700 €/mq, con Pinerolo e Chivasso fra 1.200 e 1.400 e Ivrea appena sopra i 1.000 — mentre la montagna fa storia a sé: Sestriere, con circa 6.500 €/mq, è la località più cara del Piemonte, e Bardonecchia supera i 4.000. Una base d'asta non dice nulla finché non la confronti con la sua micro-zona.
Sul piano procedurale, chi partecipa alle aste giudiziarie di Torino e provincia deve sapere che il territorio non ha un solo tribunale: la gran parte delle esecuzioni fa capo alla sezione esecuzioni immobiliari del Tribunale di Torino, mentre il Canavese e l'area di Chivasso, Ciriè e Cuorgnè rientrano nel circondario del Tribunale di Ivrea. Le vendite si svolgono senza incanto, affidate a un professionista delegato dal giudice, mentre custodia e pubblicità sono spesso curate dall'Istituto Vendite Giudiziarie — IFIR Piemonte IVG, concessionaria ministeriale per Torino, Ivrea e gli altri tribunali piemontesi. Ogni avviso passa dal Portale delle Vendite Pubbliche del Ministero della Giustizia e la gara è ormai quasi sempre telematica. All'offerta va allegata una cauzione di almeno il 10% del prezzo offerto, e l'offerta resta irrevocabile per 120 giorni: non è un gesto esplorativo. Con più offerte, si apre la gara fra gli offerenti.
Il prezzo di partenza, però, è solo il punto d'ingresso, e qui vale la pena essere schietti: chi compra case all'asta a Torino acquista nello stato di fatto e di diritto in cui il bene si trova. La prima domanda è se l'immobile sia libero o occupato — dal debitore, da un inquilino con contratto, da terzi senza titolo — perché da lì dipendono i tempi reali di liberazione. La seconda riguarda le difformità edilizie e catastali, tutt'altro che rare nelle case torinesi di inizio Novecento e nelle ristrutturazioni mai dichiarate, e quanto costa sanarle. La terza sono le spese condominiali arretrate, che nei grandi condomini di periferia possono ricadere sull'aggiudicatario. C'è poi una voce locale da mettere a bilancio: a Torino, oltre al prezzo, si versa un fondo per le spese di trasferimento pari, salvo diversa indicazione del delegato, al 20% dell'aggiudicazione, restituito per la parte non utilizzata.
È qui che Astika prova a essere utile. Per ogni immobile delle aste immobiliari a Torino e in provincia raccogliamo in un'unica scheda foto, perizia, documenti della procedura, prezzo di partenza e date, invece di lasciarti a rincorrerli fra portali e allegati. A questo affianchiamo un'analisi con un verdetto chiaro sulla convenienza, che confronta la base d'asta con i valori reali della micro-zona — a Torino cambiano radicalmente fra il Quadrilatero, Barriera di Milano e la Val di Susa — e mette in evidenza i punti critici: occupazione, stato dell'immobile, difformità, costi da aggiungere. Non promettiamo che ogni asta sia un affare, perché non lo è: ti diamo gli strumenti per capire in fretta cosa stai comprando e per decidere con lucidità se fare un'offerta o lasciar perdere, anche se è la tua prima volta.